Primitivo del Salento, rosso intenso ed aromatico

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Il Primitivo rappresenta l’eccellenza della viticultura pugliese. Ad oggi, è uno dei vini italiani più amati ed esportati nel mondo, grazie alle sue peculiari caratteristiche, che lo rendono piacevole e versatile, adatto in ogni occasione, soprattutto in abbinamento ai piatti della tradizione culinaria mediterranea.

Scopriamo insieme le origini del Primitivo e tutte le sue caratteristiche organolettiche.

Vino Primitivo, le sue origini

Il nome Primitivo deriva dal latino primativus, termine che si traduce con la parola “precoce”, ed è associato a questo vitigno perché le sue uve maturano prima delle altre. La sua vendemmia, infatti, inizia già alla fine del mese di agosto. Furono, molto probabilmente, gli Illiri, antica popolazione dedita alla coltivazione dell’uva che viveva in quella che oggi è la Croazia, a portare questo vitigno in Puglia, dove si adattò alla perfezione.

Le prime tracce storiche certe del Primitivo, però, risalgono al Settecento, quando un ecclesiastico di Gioia del Colle, don Francesco Filippo Indelicati, lasciò le prime testimonianze scritte riguardanti questo vitigno. L’Indelicati racconta che tra i vitigni che si coltivano sulle sue terre uno maturava prima degli altri, dando un’uva particolarmente nera, dolce e gustosa e che si poteva vendemmiare già ad agosto.

Il suo viaggio da Gioia del Colle e dal territorio barese alle terre del Salento inizia con il matrimonio tra la contessina Sabini di Altamura e Tommaso Schiavoni – Tafuri di Manduria. Nella dote della nobildonna trovarono spazio anche alcune barbatelle di Primitivo che, giunte in Salento, trovarono il terreno e le condizioni climatiche adatte per crescere.

Le caratteristiche del vino Primitivo

Il Primitivo è un vitigno a bacca nera. I suoi acini sono blu scuro e ricchi di pruina, compatti nel grappolo. Il suo clima ideale è quello caldo e secco, con piogge sì abbondanti ma di breve durata in modo che il grappolo possa asciugarsi velocemente. Spesso viene usato il sistema di allevamento ad alberello, che offre altissima qualità. Le piante del Primitivo possono essere molto longeve: per le campagne pugliesi si trovano anche viti di oltre 80 anni. È un vino ricco nei profumi e nei sentori fruttati, al palato è vellutato e tannico con sfumature violacee che tendono al granato con l’invecchiamento.

Primitivo a tavola: gli abbinamenti

Il Primitivo è ottimo come vino da servire insieme a formaggi stagionati, zuppe, risotti ma soprattutto si sposa con secondi piatti a base di carne grigliata, stufata o arrostita.

Terre Neure – Primitivo Salento IGT

Il nostro Primitivo Salento IGT Terre Neure si presenta di colore rosso profondo. È un vino caratterizzato da una notevole struttura, che sprigiona profumi di frutti maturi come la prugna. Al palato si presenta caldo, vellutato, con sapori di confettura al lampone. Ideale in abbinamento a pietanze a base di carne come arrosti, brasati e formaggi.

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